Cucinare le cime di rapa: sbollentale prima di ripassarle in padella con l’aglio

Cucinare le cime di rapa: sbollentale prima di ripassarle in padella con l’aglio

Le cime di rapa, conosciute anche come friarielli in alcune regioni italiane, rappresentano uno degli ortaggi più caratteristici della tradizione culinaria del Sud Italia. Questa verdura dal sapore leggermente amarognolo richiede una tecnica di cottura precisa per esaltarne le qualità organolettiche. La sbollentatura cottura rapida in acqua bollente seguita dalla ripassatura in padella cottura finale con condimenti costituisce il metodo tradizionale che permette di ottenere un contorno dal gusto equilibrato e dalla consistenza perfetta. Questa preparazione classica, arricchita dall’aroma inconfondibile dell’aglio, trasforma un ortaggio umile in un piatto degno delle migliori tavole mediterranee.

15

20

facile

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Pulizia delle cime di rapa

Iniziate eliminando le foglie più esterne e ingiallite delle cime di rapa. Con un coltello affilato, tagliate la parte finale più dura del gambo, conservando solo le porzioni tenere. Separate le foglie dai gambi più spessi. Lavate accuratamente le verdure sotto acqua corrente fredda, immergendole più volte in una bacinella per eliminare eventuali residui di terra. Questa operazione è fondamentale perché le cime di rapa crescono a contatto con il terreno e possono contenere sabbia tra le foglie. Scolate bene e lasciate riposare in uno scolapasta.

2. Preparazione dell’acqua di cottura

Riempite una pentola capiente con abbondante acqua, calcolando almeno due litri per questa quantità di verdura. Aggiungete una manciata generosa di sale grosso, circa due cucchiai. Portate l’acqua a ebollizione vivace bollitura intensa con bolle grandi a fuoco alto. L’abbondanza di acqua è importante per permettere alle cime di rapa di cuocere uniformemente senza abbassare troppo la temperatura quando vengono immerse.

3. Sbollentatura delle verdure

Quando l’acqua bolle vigorosamente, immergete le cime di rapa pulite. Lasciate cuocere per circa otto-dieci minuti, a seconda della grandezza e della durezza dei gambi. Le foglie devono diventare tenere ma mantenere un bel colore verde brillante. Per verificare la cottura, prelevate un gambo con una forchetta e assaggiatelo: deve risultare morbido ma non sfatto. Questa sbollentatura serve a ridurre il sapore amaro caratteristico dell’ortaggio e a renderlo più digeribile.

4. Scolatura e preparazione per la ripassatura

Con una schiumarola, prelevate le cime di rapa dall’acqua bollente e trasferitele in uno scolapasta. Non buttate l’acqua di cottura: potete conservarne un mestolo da aggiungere eventualmente durante la ripassatura in padella se la verdura dovesse risultare troppo asciutta. Lasciate scolare bene le cime di rapa per qualche minuto, premendo delicatamente con il dorso di un cucchiaio per eliminare l’acqua in eccesso. Se preferite, potete anche strizzarle leggermente con le mani quando si sono raffreddate un po’.

5. Preparazione del soffritto

Mentre le cime di rapa scolano, sbucciate gli spicchi d’aglio. Potete scegliere se lasciarli interi, schiacciarli leggermente con il lato piatto del coltello oppure affettarli finemente: l’aglio intero darà un sapore più delicato, quello affettato un aroma più intenso. In una padella larga, versate l’olio extravergine di oliva e aggiungete l’aglio. Se apprezzate il gusto piccante, sbriciolate il peperoncino secco. Accendete il fuoco a intensità media-bassa e fate rosolare l’aglio finché non diventa leggermente dorato, prestando attenzione a non bruciarlo perché diventerebbe amaro.

6. Ripassatura finale in padella

Quando l’aglio è ben dorato e profumato, aumentate leggermente il fuoco e aggiungete le cime di rapa scolate nella padella. Mescolate energicamente con due cucchiai di legno o con una pinza da cucina per amalgamare bene la verdura con il condimento. Fate saltare cuocere mescolando frequentemente le cime di rapa per circa cinque-sette minuti, girandole spesso. Devono insaporirsi completamente assorbendo l’olio aromatizzato all’aglio. Se notate che si asciugano troppo, aggiungete un paio di cucchiai dell’acqua di cottura che avete conservato. Assaggiate e regolate di sale fino se necessario.

7. Controllo finale e mantecatura

Negli ultimi due minuti di cottura, mescolate con particolare attenzione per permettere alle cime di rapa di mantecarsi amalgamarsi cremosamente con il condimento. La verdura deve risultare lucida e ben condita, con l’olio che avvolge uniformemente foglie e gambi. Se avete utilizzato l’aglio intero e preferite un sapore più delicato, potete rimuoverlo a questo punto. Spegnete il fuoco e lasciate riposare per un minuto prima di servire, permettendo ai sapori di stabilizzarsi.

Il trucco dello chef

Per ridurre ulteriormente il sapore amaro delle cime di rapa, potete cambiare l’acqua di sbollentatura a metà cottura: scolate le verdure dopo quattro minuti, buttate l’acqua amara e ricominciate la cottura in acqua pulita bollente. Questo metodo è particolarmente utile se le cime di rapa sono molto mature. Un’altra tecnica consiste nell’aggiungere una patata sbucciata e tagliata a metà nell’acqua di cottura: assorbirà parte dell’amaro. Ricordate che l’olio extravergine di oliva di buona qualità fa la differenza in questa preparazione semplice: scegliete un olio dal gusto fruttato e leggermente piccante che valorizzi il carattere della verdura. Se volete arricchire il piatto, potete aggiungere qualche acciuga sott’olio dissolta nell’olio durante il soffritto: conferirà una nota sapida e mediterranea che si sposa perfettamente con le cime di rapa.

Vino bianco secco per un abbinamento tradizionale

Le cime di rapa ripassate richiedono un vino bianco dal carattere deciso che sappia contrastare il sapore leggermente amarognolo della verdura e la sapidità dell’aglio. Un Falanghina del Sannio o un Greco di Tufo della Campania rappresentano scelte eccellenti, essendo vini della stessa tradizione culinaria. La loro freschezza e mineralità bilanciano perfettamente la ricchezza dell’olio. In alternativa, un Vermentino di Sardegna o un Fiano di Avellino offrono struttura sufficiente senza sovrastare il piatto. Servite il vino fresco, tra gli otto e i dieci gradi, per esaltare la sua vivacità. Se preferite un rosso leggero, optate per un Primitivo giovane servito leggermente fresco.

Informazione in più

Le cime di rapa sono un ortaggio tipico delle regioni meridionali italiane, particolarmente diffuso in Puglia, Campania e Lazio. Appartengono alla famiglia delle Brassicaceae e sono in realtà le infiorescenze non ancora sviluppate della pianta di rapa. La loro stagione ideale va da novembre a marzo, quando il freddo ne addolcisce il sapore naturalmente amaro. Nella tradizione contadina del Sud Italia, questo ortaggio rappresentava un alimento fondamentale durante i mesi invernali, quando le verdure fresche scarseggiavano. Le cime di rapa sono ricchissime di vitamine, in particolare vitamina C, vitamina A e acido folico, oltre a contenere minerali preziosi come calcio, ferro e fosforo. Il loro contenuto di glucosinolati, composti dalle proprietà antiossidanti, le rende particolarmente benefiche per la salute. In Puglia, sono l’ingrediente principale delle celebri orecchiette con le cime di rapa, piatto simbolo della cucina regionale. La tecnica della doppia cottura, prima in acqua e poi in padella, è stata sviluppata proprio per domare il carattere forte di questa verdura, rendendola più dolce e digeribile mantenendone intatte le proprietà nutritive.

Stampa

×
Gruppo WhatsApp